Le fondazioni sono gli elementi strutturali che garantiscono il collegamento tra un edificio e il terreno e partecipano alla stabilità del fabbricato. Anche gli edifici meglio progettati o quelli di realizzazione moderna possono manifestare delle spiacevoli crepe nei muri che per tanti costituiscono fenomeni allarmanti al punto da far perdere il sonno. L’angoscia cresce e una domanda sorge spontanea. Perché? Come mai anche edifici un tempo giudicati stabili cominciano oggi a manifestare fastidiosi problemi di cedimenti fondazioni e cedimento di pavimentazioni?

In tali casi il problema risulta prevalentemente di carattere estetico, senza che vi sia ripercussione alcuna a livello strutturale, cioè sulla sottostante muratura, pertanto è concessa facoltà di “trascurare” il problema anche per anni non essendo in discussione la stabilità delle strutture. I cedimenti possono essere stimati ma non calcolati esattamente, a differenza della capacità portante delle fondazioni le cui formule danno risultati abbastanza attendibili (da un’esperienza oramai consolidata) e ci mettono al riparo dal punto di vista della sicurezza. L’iniezione delle resine espandenti è la soluzione più indicata per migliorare la portanza del terreno sottostante, sollevare il fabbricato, riempire i vuoti e ricompattare il sottosuolo.

La reazione della resina, consente di compattare e saturare i vuoti presenti, allontanare eventuale presenza d’acqua, aumentare la capacità portante del sedime e stabilizzarlo.  Quando, invece, dall’analisi preliminare emerge l’esigenza di intervenire a profondità elevate, rinforzare le fondazioni, ripristinare fondazioni danneggiate, la migliore soluzione per il consolidamento è l’impiego dei micropali. La tecnica dei micropali pressoinfissi o megapali, consiste nell’infissione di moduli in acciaio nel terreno, senza eseguire scavi o trivellazioni.  Consolidare il terreno di fondazione significa rinforzare l’area soggetta alle pressioni legate al peso della struttura. Così facendo si tende ad intervenire direttamente alla radice del problema, evitando ulteriori e pericolosi cedimenti che possono compromettere, in alcuni casi, la staticità stessa dell’edificio e quindi la sua agibilità.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *