Come si organizza un trasloco da soli?

Il trasloco è un’operazione complicata e stressante. Se vuoi organizzare un trasloco da solo informati sulla capacità di carico della tua vettura, chiediti se ne vale davvero la pena. Dovrai fare molti viaggi, consumare benzina e con i carichi pesanti potresti compromettere la stabilità del veicolo. Facendo le dovute valutazioni economiche, considera di prendere a noleggio un furgone.

Il trasloco fai da te è possibile ma solo se non agisci in assoluta autonomia e solo se hai il fisico giusto per farlo. Se non sei un tipo atletico, scordati di trasportare poltrone e divani per le scale del nuovo palazzo!

Consigli utili da non dimenticare

  1. Fai un inventario degli oggetti che stai spostando.
  2. Fatti aiutare da un amico.
  3. Imballa tutti i componenti d’arredo. Usa carta da imballaggio o pellicole plastiche semplici per gli oggetti resistenti. Per gli oggetti fragili adopera le plastiche da imballaggio con bolle d’aria.
  4. Acquista o fatti prestare un carrello per trasportare il materiale dalla casa alla macchina e viceversa.
  5. Svuota sempre i mobili prima di spostarli e, per eliminare l’attrito con il pavimento.
  6. Approfitta del trasloco per fare una cernita di ciò che ti serve davvero. Puoi donare gli oggetti superflui, vestiti che non sai quando indosserai di nuovo e libri che probabilmente non rileggerai mai!
  7. In caso di mobili antichi, complementi d’arredo pregiati, valuta di rivolgerti a un traslocatore che si occupi di traslochi monza in grado di offrirti una garanzia per quel determinato oggetto di valore.
  8. Per spostare divani e tavoli, rimuovi prima “le gambe” e tutte le componenti che possono essere rimosse. Proteggi il divano con un involucro di plastica di imballaggio a bolla.
  9. Spostare il materasso è molto difficile: quello matrimoniale è ingombrante e per di più, se di ultima generazione, non dovrebbe essere piegato altrimenti si rovinerebbe.

Scopriamo la scala a chiocciola modulare

Per chi ha problemi di spazi ristretti e volesse collegare due piani diversi, la soluzione ideale è inserire una scala a chiocciola modulare. Si chiama in questo modo poiché è costituita da moduli che possono essere assemblati direttamente dalla persona e non necessitano l’intervento di un tecnico specializzato. Le scale modulari a chiocciola non vengono adottate solamente da chi ha spazio limitato in casa; infatti sempre più spesso le persone optano per questa tipologia di scala anche in presenza di grandi spazi. Ciò avviene per una questione di estetica, per giocare su effetti moderni differenti. Solitamente le scale modulari a chiocciola hanno la struttura in comune ma possono differenziarsi l’una dall’altra per via dell’ampiezza, la forma dello scalino e il materiale utilizzato.

C’è chi opta per il classico legno, chi preferisce l’acciaio, il cristallo, la fibra di vetro, il policarbonato. Le scale modulari a chiocciola possono essere a pianta rotonda, il cui effettivo ingombro architettonico è definito dal diametro, o a pianta quadrata, definita allo stesso modo dal cosiddetto lato; con raggio utile o pedata utile si distingue lo spazio realmente sfruttabile durante l’utilizzo della scala. A seconda della forma e della portata del diametro/lato si avrà un numero di gradini relativo. Il pianerottolo d’arrivo è detto “gradino di sbarco” ed è di forma diversa da tutti gli altri; le chiocciole possono essere destrorse o orarie (la mano sinistra si appoggia al corrimano) e sinistrorse o antiorarie (la scala gira verso sinistra salendo ed è la mo destra che si appoggia).

Scale elicoidali
Vera eccezione strutturale tra le scale a chiocciola modulari è la scala elicoidale, che si snoda con o senza piantone centrale; i gradini sono ancorati da ambo le parti a fasce parallele. La grande versatilità di questo tipo di scale, sia in termini di dimensioni che di impiego di materiali, ne ha caratterizzato il grande successo degli ultimi anni. Possono essere impiegate sia all’interno che all’esterno e si adattano a qualsiasi tipo di arredamento e di dimensioni della casa, dato che il diametro/lato minimo può andare dai 100/125 cm a oltre due metri.

Cosa sono il parquet ed il parquet laminato.

Per rinnovare l’aspetto della propria abitazione non occorrono, contrariamente a quanto si pensa, grandi lavori, bensì il primo e più semplice atto da porre in essere è ammodernarne la pavimentazione.
Oggi giorno, sul mercato, ci sono diverse soluzioni per dare nuovo lustro al pavimento della propria abitazione e nel presente articolo andremo a vedere le differenze tra il parquet ed il laminato.
Il Parquet padova è una pavimentazione composta da legno massiccio di spessore che può variare da mm 10 a mm 22 o dall’assemblaggio di singoli elementi di legno con spessore minimo di mm 2,5 (secondo le normative europee) ad un supporto che può essere in multistrato di betulla prima della posa.
Il laminato non è un vero e proprio parquet, anche se visivamente può sembrare, ma è formato da uno strato di legno non pregiato ovvero fibre di legno raffinate ricomposte con resina melamminica di alta qualità sulla cui superficie è applicata una materia plastica stampata ad altissima risoluzione che raffigura l’essenza e le venature del legno. La tecnica di posa è quella flottante senza colla. Gli elementi di laminato sono fissati tra loro con soluzioni di incastro a click ed appoggiati sul fondo preventivamente coperto da un foglio di materiale isolante.
L’operazione di posa è abbastanza semplice che potrà esser esegui da da chi possiede un minimo di manualità!
In entrambi i casi, sia che si scelga la soluzione perquet o la soluzione laminato, la vostra abitazione diventerà subito più calda ed accogliente.